Bangladesh Sostegni all'ostello di St. Philip di Padre Fabrizio Calegari PIME Progetto ANNO 2011 15/1 CONCERTO NEL DUOMO DI MONZA PER SOSTEGNO ALL'OSTELLO DI ST. PHILIP e-mail di Padre Fabrizio Calegari Da: Fabrizio Calegari A : Lele Duse – Presidente Associazione TI DO UNA MANO – MONZA 11 Gennaio 2011 Carissimo Lele, buon anno! Scusa se solo ora ti posso rispondere ma ho avuto problemi con la linea telefonica perché avevo il modem guasto. Ti ringrazio infinitamente per aver pensato a me e ai miei ragazzi con il Concerto benefico patrocinato dalla tua Onlus. In effetti arrivi come la provvidenza. Abbiamo cominciato da pochi giorni il nuovo anno scolastico (che qui coincide con quello solare, più o meno) e sono già molte le spese ingenti a cui fare fronte: - ieri abbiamo comprato la legna per tutto l'anno, per un totale di quasi 3000 euro; - oggi è arrivato il riso ( per sei mesi) e sono altri 5000 euro che se ne vanno. - in più ci saranno a giorni le tasse scolastiche, i libri... Il vostro aiuto è sicuramente una boccata d'ossigeno di cui ho bisogno e per il quale ringrazio sin da ora te e tutti quelli che accetteranno il tuo invito. Questo che comincio è il mio ottavo anno qui al St. Philip e sono sempre più convinto della necessità del lavoro educativo che faccio. E' assolutamente prioritario. E poi, nonostante le difficoltà e la fatica, è sempre stimolante e straordinariamente bello vedere crescere i ragazzi. Penso ci potremo vedere tra qualche mese, quando dovrò tornare in Italia, senza alcun entusiasmo, per un'operazione. In attesa di vederti qui in Bangladesh un giorno. Fabrizio *********************************************************************************************************** Progetto ANNO 2008 Il progetto di sostegno consiste nell'invio dei fondi necessari all'acquisto di generi di prima necessità per l'anno 2008 per il mantenimento dei 140 ragazzi ospiti dell'ostello. Costo totale 6.000 €                                                                                                     Progetto concluso L'importo è stato interamente versato, grazie al ricavato della corsa campestre 2008 organizzata dalla Associazione Scuole Cattoliche di Monza Due parole inviate da Padre Fabrizio al Presidente di TI DO UNA MANO GRAZIE!!! Ti sono immensamente grato, perché l'aiuto che ci mandi è davvero generoso e preziosissimo! E' una boccata d'ossigeno perché, come ti avevo scritto, da qualche parte devo pur trovare le risorse per mandare avanti la baracca. Se tu-voi non avete nulla in contrario io destinerei questa cifra alla voce "riso" nel bilancio di quest'anno. La situazione economica qui è poco meno che disastrosa. L'inflazione galoppa e i prezzi dei beni di prima necessità (riso, olio, cipolle, ecc.) continuano a salire, ma leggo che è una situazione globalizzata, e tocca tanti altri paesi purtroppo. Il costo del solo riso, il cibo più importante per tutta l'Asia, ha raggiunto cifre impensabili e tutti sperano che il prossimo raccolto di maggio vada bene anche per calmierare i prezzi. Con un grande abbraccio e un grazie enorme da ciascuno di noi!!!                                                      p. Fabrizio L’OSTELLO ST. PHILIP L’ostello St.Philip (San Filippo Neri) presso il quale lavora p. Fabrizio, si trova nella diocesi di Dinajpur. L’ostello nasce più di  cinquant’anni fa con lo scopo di poter offrire ai ragazzi delle parrocchie della diocesi di Dinajpur, la possibilità di frequentare le  scuole superiori, impresa altrimenti impossibile nei loro villaggi  . I ragazzi ospiti sono circa 140, dentro una fascia di età che spazia dagli 11 ai 18 anni. Molte le diverse etnie: ci sono mahali, santal,  oraon, kottrio, munda, bengalesi, raut. Da questo luogo sono usciti e usciranno ragazzi che saranno domani i nuovi capi-villaggi, i  catechisti, i padri di famiglia e anche qualche sacerdote. Aiutarli a crescere come persone è una sfida di assoluta priorità.    Sono ovviamente molte le spese da sostenere per la conduzione ordinaria dell’ostello. Tra queste una delle più onerose - e  sicuramente la più necessaria - è quella del riso, cibo principale di tutti i paesi asiatici. Tre pasti quotidiani (colazione, pranzo e  cena), fanno quasi un quintale di riso ogni giorno, per un totale di circa 5000 € all’anno. E’ una cifra destinata a salire nel bilancio di  quest’anno, perché gli scorsi mesi hanno visto il prezzo del riso più che raddoppiare in poche settimane: l’alluvione nel nord-est del  paese in settembre e il tifone al sud in ottobre hanno distrutto i raccolti, fatto impennare la richiesta e quindi i costi. Soprattutto per  i poveri è una vera emergenza, perché oltre al riso sono aumentati un po’ tutti i prodotti alimentari principali.    Ringraziamo anticipatamente tutta l’organizzazione per aver pensato anche a noi e alle nostre necessità e per l’aiuto – qualunque  esso sia – che vorrà darci.                                                                               p. Fabrizio Calegari PIME Qualche notizia sul Bangladesh e su Dinajpur L’attuale Bangladesh (che significa ‘Paese del Bengala’) faceva parte dell’Impero Indiano fino a quando, il 18.08.1947 l’India si divise  in 2 su basi religiose: le 2 grandi regioni ad Ovest e ad Est divennero il Pakistan (Occidentale ed Orientale). A sua volta il Pakistan  Orientale (totalmente dominato da quello Occidentale) si rendeva indipendente il 26.03.1971. Dopo una disastrosa guerra civile,  infine, con l’appoggio dell’India il Pakistan Orientale diventava il Bangladesh il 16.12.1971.   Tra colpi di stato, uccisioni e deposizioni di presidenti, oltre a quasi annuali disastrose alluvioni, cicloni, inondazioni, si giunge ad  oggi in cui il paese ha finalmente un regime democratico guidato dal primo ministro sig.ra Khaleda Zia (dal 19.03.1991).  Il paese misura appena 144.000 Kmq. (poco meno di metà Italia), ma conta circa 140 milioni di abitanti. La capitale, Dhaka, ne ha  circa 12 milioni.  La popolazione urbana è del 18% circa; Il resto vive nelle campagne intensamente coltivate (anche 2 raccolti l’anno).  L’analfabetismo è dominante: circa il 55% della popolazione. Religiosamente il paese è in gran parte musulmano (87%) con  minoranze induiste (12%), buddiste, cristiane (0,5%) e animiste. Per i Cattolici (circa 300.000), vi sono le diocesi di Dhaka,  Chittagong, Dinajpur, Khulna, Mymensingh e Rajshahi.   Il territorio, come tutto il Bangladesh, è caratterizzato da terreno alluvionale, nato dalla confluenza dei due grandi fiumi che lo  attraversano, il Gange e il Bramaputra. Questa è anche la ragione per cui il nord del Paese, rispetto al sud che beneficia dei grandi  porti, è rimasto tagliato fuori dallo sviluppo e dal commercio. Soggetto a periodiche esondazioni o siccità, il territorio è per questo  continuamente condizionato nel suo sviluppo anche economico. Grave è ancora il problema della scolarizzazione, ancora molto bassa  in percentuale. La diocesi di Dinajpur, come anche quella di Khulna, vennero evangelizzate dai missionari del PIME, giunti in queste  regioni Bengalesi nel 1855. Dinajpur oggi si estende su 16.000 Kmq. e conta 12 milioni di abitanti di cui 38.000 Cattolici; I  missionari del PIME sono una quarantina, oltre al clero locale ed alle suore di varie congregazioni. I Cattolici appartengono, specie al  Sud, alla razza bengalese e discendono dagli antichi Cristiani battezzati dai missionari portoghesi dalla seconda metà del 1400 in poi.  Ma al Nord sono in gran parte di conversione più recente e provengono da popolazioni tribali (Oraon, Santal, Munda…), dai Paharia,  Mahali e dalla minoranza hindù. Si intuisce facilmente che queste minoranze, in un paese a stragrande maggioranza musulmana  sono state sempre sottoposte a vessazioni, limitazioni, ingiustizie, furti dei propri beni (campi…) sono un po’ più rispettati e  considerati se sono Cristiani, perché protetti e aiutati a svilupparsi in vario modo dai Missionari, specialmente attraverso la scuola  (imparando il bengalese, ecc.).